Abano Terme (PD) – Parrocchia di Monteortone

Restauro ciclo di affreschi del Santuario di Monteortone

Anno 2002-2004

Santuario di Monteortone

Incarico fase 1: Domanda di finanziamento per restauro Santuario di Monteortone.
Progettazione preliminare con rilievo e suddivisione in tre stralci esecutivi per il restauro del ciclo pittorico del Santuario ai fini della richiesta di finanziamento al fondo dell’otto per mille a diretta gestione statale.
Incarico fase 2: Restauro del ciclo pittorico di Jacopo da Montagnana.
Rilievo metrico, critico, fotografico e progetto definitivo ed esecutivo di restauro.
Importo totale lavori stimato: Euro 1.156.513
Importo finanziato per realizzazione primo stralcio: € 416.000 (d.P.C.M. 20/11/2002)
Stato lavori: Completati

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Nel 2001 la Parrocchia di Monteortone assiste ad un repentino aggravarsi dello stato di salute dell Santuario e degli affreschi in esso contenuti.
In particolare, dal punto di vista strutturale si sono evidenziate importanti fessurazioni esterne, cavillature sui pilastri interni, efflorescenze saline alla base delle murature e presenza di umidità in corrispondenza del sacello, distacco di frammenti lignei dal controsoffitto dell’ingresso, ammaloramento di alcuni elementi delle capriate, perdita di tensione di alcuni tiranti.
Inoltre da tempo vi era una riflessione in atto sulla necessità di restauro del ciclo pittorico absidale, opera di Jacopo da Montagnana, e di rimozione delle scialbature a calce di epoca napoleonica, che ricoprono buona parte delle pareti della navata, e che potrebbero celare ulteriori affreschi.
Ricevo quindi l’incarico per presentare una domanda di accesso al contributo dell’otto per mille a diretta gestione statale, destinato alla salvaguardia di beni di importanza nazionale in particolare stato di pericolo.
Viene redatto un primo rilievo e un progetto sommario degli interventi con relativa suddivisione in stralci funzionali.
La domanda viene accolta e viene stanziato un finanziamento di 416.000 euro cui si aggiungerà un ulteriore finanziamento comunale.
Viene quindi avviato un progetto di monitoraggio delle strutture e di recupero del ciclo pittorico absidale.
Il progetto affidatomi di restauro degli affreschi absidali, mira alla salvaguardia e al recupero di un ciclo decorativo di notevole importanza nel panorama della pittura quattrocentesca veneta. Lo stato prima dei lavoro presentava evidenti segni di degrado dovuto ad un insieme di fattori che nel tempo hanno alterato in maniera sostanziale le caratteristiche originali dell’opera.
Si è posto così il problema di affrontare un processo di recupero del bene, che nel tempo ha visto la generazione di alcune considerazioni e lo sviluppo di alcune fasi:Il restauro del ciclo pittorico non avrebbe dovuto essere un intervento isolato, poiché lo stato generale di conservazione del Santuario suggeriva una situazione di dissesto diffusa, che avrebbe dovuto essere analizzata in maniera approfondita.
I lavori eseguiti nel 1976 garantivano una certa tranquillità relativamente alla problematica della deformazione e scivolamento a valle delle strutture di fondazione, ma lasciavano indefinito il controllo della deformazione delle strutture murarie in elevazione e delle spinte esercitate dalle volte, contrastate soltanto da un insieme di elementi metallici soggetti a trazione, inseriti nelle strutture in alcuni periodi, l’ultimo dei quali risalente agli inizi del 1900 Il pronunciarsi in maniera evidente di alcune fessure sulle pareti laterali del Santuario e la scoperta di fessure verticali alla base dei pilastri furono un importante campanello d’allarme per dar forza alla necessità di intervenire.

  1. Data la notevole complessità degli elementi che compongono la struttura fisica del Santuario, e vista la necessità di dar corso ad un progetto su vasta scala che interessi il futuro del manufatto, per prima cosa era necessario approntare una dettagliata fotografia della situazione attuale, tramite un rilievo metrico e critico che con il supporto delle tecnologie informatiche costituisse una efficiente base dati su cui pianificare ogni futuro intervento.
  2. Contestualmente alla predisposizione di una base dati metrici era necessario raccogliere informazioni sullo stato di salute dei supporti sui quali si andava ad intervenire, per cui è stato pianificato un intervento di monitoraggio delle strutture.
  3. Dai primi risultati è stato possibile ipotizzare che l’intervento sugli affreschi avrebbe potuto essere effettuato indipendentemente dai futuri possibili interventi sulle strutture
  4. E’ stato avviato lo studio per il progetto di restauro, che si è articolato in diverse fasi:
    1. Rilevazioni metriche
    2. Rilevazioni fotografiche
    3. Prelievo di campioni
    4. Analisi stratigrafiche
    5. Analisi chimico-fisiche
    6. Prove di pulitura delle superfici affrescate e decorate
  5. Il risultato di questo studio ha condotto alla stesura, in accordo con la competente Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici e Demoetnoantropologici del Veneto, al progetto di restauro delle superfici pittoriche della zona absidale, costituita da:
    1. Altare maggiore, con gli affreschi delle pareti destra, sinistra e di fondo, dalla volta con vele e costoloni, del fronte interno e dell’intradosso dell’arco di ingresso al presbiterio
    2. Catino absidale, con i paramenti lapidei decorati e non decorati e con la conchiglia in muratura decorata
    3. Cappella del Cristo Crocifisso, alla sinistra dell’Altare Maggiore, costituita dalle superfici delle pareti destra, sinistra, fondo volta, fronte interno e intradosso arco di ingresso.
    4. Cappella della Madonna, alla destra dell’Altare Maggiore, costituita dalle superfici delle pareti destra, sinistra, fondo volta, fronte interno e intradosso arco di ingresso.